Shapeshifting

di Juline Hadaya, Yamen Mekdad

Shapeshifting
2025, Siria/Germania, 60′

Regia – Sceneggiatura: Juline Hadaya, Yamen Mekdad
Musica: Sami El Enany
Produzione: Tiamat Films

www.windcinema.com

Ambientato tra la Siria e i luoghi dell’esilio, il documentario segue una generazione di musicisti di elettronica che trasformano il suono e la danza in atti di memoria e resistenza in un contesto di censura, collasso e i ritmi incerti di una patria in trasformazione.

Juline Hadaya

Juline Hadaya è un’artista e filmaker londinese di origini siriane la cui pratica interdisciplinare spazia tra suono, immagine e scultura. Attingendo a ricerche d’archivio, media digitali ed esperienze vissute, il lavoro di Hadaya esplora l’interazione tra soggettività intime e immaginari collettivi. Attualmente sta completando il master in Antropologia Visiva presso la Goldsmiths University di Londra.

Yamen Mekdad

Yamen Mekdad è un artista, ricercatore e attivista comunitario siriano di base a Londra e Damasco. Il suo lavoro esplora l’intersezione tra suono, geografia e condizione umana. Ha co-fondato diversi collettivi, tra cui Dandana, Sawt of the Earth, Makkam e Sadaa Sound Syndicate, ed è direttore creativo del Syrian Cassette Archives e di Rock Paper Scissors, nonché co-fondatore e curatore audio del Syrian Arts and Culture Festival (SACF).